LE EVOLUZIONI DEL MIO CARATERE DAI 50 IN POI
Il mio carattere è cambiato ultimamente? Decisamente sì, perché cambiare significa semplicemente avvicinarsi alla versione più autentica di me stessa… e ne vado fiera!
È difatti vero che noi donne, duttili per natura, viviamo un continuo strabiliante work-in-progress, percorrendo a passi tesi la fase della maturità, ambendo forse alla saggezza.
Oggi un racconto decisamente introspettivo…
Chiusa nella mia stanza d’ospedale, un po’ annoiata da giornate tutte uguali, lascio navigare liberamente qualche riflessione. E i pensieri affiorano, limpidi come non mai.
Prendo la palla al balzo e li faccio convergere verso un bilancio di quella che sono oggi, ne ho bisogno.
Posso dire di essere la stessa donna dei 30 anni? Assolutamente no. E nemmeno quella dei 40 o dei 50.
Indubbiamente il carattere di noi tutti evolve con il tempo: smussa gli angoli per amore, si arricchisce di ciò che la vita ci ha insegnato, a volte si adatta anche per sopravvivenza. Ma raramente cancella la memoria e i valori fondanti.
Sta a noi orientarlo verso una versione migliore di noi stesse, se lo si vuole.
VERSO LA MATURITÀ ?
Negli ultimi dieci anni in me c’è stato un cambiamento di sostanza.
Ho scoperto di essere dotata, come tutte noi donne, di quella salvifica resilienza che ci fa rialzare e ci permette di scoprire che, a volte, persino le difficoltà possono trasformarsi in preziose opportunità.
Non sempre tutto è perduto. A volte basta volere ripartire.
È stato un processo di maturazione in parte obbligato, che oggi mi fa dire: mi piace questa nuova versione di me stessa, più forte, più concreta, più selettiva.
Allo stesso tempo ho imparato a lasciare andare, ad essere più indulgente anche verso me stessa e ad assaporare sempre di più le piccole cose.
Perché mi ero proprio persa.
E se rialzarsi dopo una crisi costa fatica, la mia caparbietà e la mia curiosità sono state il carburante della ripartenza.
Alla mia rinascita hanno contribuito tanto anche la vicinanza di familiari e amici, un lavoro stimolante, il pormi nuovi piccoli e grandi obiettivi.
Sono indubbiamente fortunata.
E il solo desiderare un cambiamento mi ha confermato il bene che mi voglio. Ancora. Forse persino più di prima.
LE AMICIZIE, QUELLE VERE
Questo percorso di rinascita mi ha costretta anche a tagliare qualche ramo secco.
Ho lasciato andare le amicizie senza fondamenta, quelle senza più alcun punto d’incontro, quelle opportunistiche e false… Quante se ne incontrano in una vita!
Oggi seleziono le amicizie con maggiore attenzione, mi apro con minore facilità e dedico tutta me stessa soltanto quando sento che ne vale la pena.
Diffido ormai di chi sparla di tutti — probabilmente sparlerà anche di me —, di chi si incattivisce se non può prevalere, di chi pretende e non sa ascoltare.
Le amicizie a senso unico non fanno per me.
Un’amicizia ci può arricchire, contribuendo a riforgiare il nostro carattere. Va dunque scelta con attenzione.
Non tutti meritano il nostro tempo, la nostra fiducia e le nostre energie.
Oggi scelgo chi resta nei momenti difficili, chi non scompare quando le cose si complicano e chi riesce a dimostrare empatia anche senza grandi parole.
Allontanarsi da alcune persone non significa essere cattivi o egoisti. Significa proteggersi e imparare a scegliere le persone giuste.
Faccio un’eccezione per le vecchie amiche di sempre. Sono un essere imperfetto e so che l’affetto può andare ben oltre qualche incomprensione.
Sorrido dei miei difetti, così come le mie amiche più vere sorridono dei propri.
Mai prendersi troppo sul serio!
Ripeto, sono una donna fortunata.

TUTTO SOTTO CONTROLLO
Sono stata moderatamente maniaca del controllo e me ne sono pentita…
Per anni ho cercato di prevenire sofferenze alle mie figlie — e a me stessa — probabilmente anche per una certa mancanza di fiducia verso il prossimo.
Ho pianificato giornate a prova di imprevisti.
Mi sono sovraccaricata di responsabilità che andavano spartite.
Poi ho imparato a lasciare andare ciò che non posso cambiare.
Non posso controllare ciò che gli altri pensano di me. Non posso impedire alle persone di deludermi. Non posso evitare ogni problema e non posso convincere tutti ad apprezzarmi.
Non posso fare tutto io.
Per molto tempo ho sprecato energie cercando di spiegarmi, difendermi, dimostrare le mie ragioni.
Oggi provo a convogliare le mie energie diversamente.
L’IMPULSIVITÀ
Tra i primi aspetti sui quali ho lavorato c’è stata l’impulsività, un difetto diventato importante negli ultimi anni e che mi creava parecchi disagi in famiglia.
Oggi soppeso, rifletto. Anche quando la leonessa – ascendente Ariete – che c’è in me vorrebbe proteggere i propri affetti.
Un atteggiamento aggressivo nei miei confronti o dei miei cari, una delusione cocente o un comportamento malsano un tempo potevano provocare una risposta immediata.
Ora non più.
Oggi taccio, respiro e poi rispondo, andando alla ricerca, nei meandri della mia mente, di qualche magica parolina diplomatica.
Poi cancello. E cerco di non rimuginare.
Ho imparato che non tutto merita una reazione immediata e che, spesso, aspettare qualche ora prima di rispondere aiuta a vedere le cose con maggiore lucidità.
A volte basta dormirci sopra: quello che sembrava un problema enorme può ridimensionarsi. Una frase che ci aveva ferito può apparire meno importante. Una discussione può rivelarsi semplicemente inutile.
Essere meno impulsivi non significa diventare indifferenti, significa imparare a scegliere le proprie reazioni.
E ponderare le proprie scelte con maggiore consapevolezza.
CONCRETEZZA
Mettere ordine nei miei pensieri attraverso la scrittura mi ha aiutata ad affinare la mia concretezza.
Fondamentale nella gestione del quotidiano, questa mia dote mi aiuta anche a pormi obiettivi realizzabili.
Una concretezza che tiene a bada la mia anima sognatrice, da inguaribile romantica.
Sì, vi dico sempre che i sogni non hanno data di scadenza, ma mai campati per aria, per non rischiare di cadere!
Di fronte a un problema oggi cerco di chiedermi: “Che cosa posso fare concretamente?”
Se posso cambiare una situazione, cerco una soluzione. Se non posso cambiarla, provo ad accettarla e a capire come affrontarla nel modo migliore.
Rimuginare continuamente non modifica la realtà. Agire, invece, qualche volta può fare la differenza.
Questo atteggiamento mi aiuta a vivere meglio dopo i 50 anni, perché mi permette di concentrarmi sulle possibilità invece di rimanere bloccata soltanto sulle difficoltà.
IL CARATTERE EVOLVE PER TUTTI?
No.
Conosco persone che hanno mantenuto invariati entusiasmo, fermezza, senso critico, pragmatismo, senso dell’umorismo e persino gli stessi interessi dei loro vent’anni.
Hanno tutta la mia ammirazione.
Nel mio caso, invece, il cambiamento era necessario. Prima di tutto per amore verso me stessa.
Naturalmente non mi sono svegliata il giorno del mio cinquantesimo compleanno con una personalità completamente diversa.
È stato un cambiamento interiore graduale, costruito attraverso le esperienze, le delusioni, le difficoltà e le persone incontrate lungo il cammino.
Mi sono fatta aiutare anche da una brava psicologa, che mi ha aiutata a rispolverare i miei punti di forza.
In sintesi, ho imparato a concentrare le mie forze soltanto su ciò che merita davvero il mio tempo.
Non sono diventata perfetta.
Sono semplicemente diventata più me stessa.
VADE RETRO A….
Sì, oggi mi conosco meglio.
So quali sono i limiti che non intendo oltrepassare e, allo stesso tempo, che cosa non voglio più accettare.
Mi tengo alla larga dagli snob, dai razzisti, dai perbenisti e ipocriti, dai misogini, dai maligni, da principi e principesse, dai polemici, dagli opportunisti, dagli arroganti e dai maleducati…
Passo oltre, quando posso.
Non sono più la ragazza naïf di un tempo, quella che dava fiducia a chiunque e cercava di vedere il bene in ogni persona.
Oggi valuto con calma i nuovi incontri, soppeso ciò che mi trasmettono e lascio che sia il tempo a rivelarmi se valga la pena la frequentazione.
Aspettative basse, sempre. Poi si vedrà.
AUTOSTIMA ED ACCETTAZIONE
Anche la mia autostima è cambiata.
Non dipendo più dall’approvazione degli altri.
Non ho più bisogno di piacere a tutti e non sento il dovere di giustificare ogni mia scelta.
Accettare se stessi è un percorso lungo, ma dopo i 50 anni può diventare più naturale.
Ho imparato ad accettare i miei difetti, le mie fragilità e anche quelle parti del mio carattere che un tempo cercavo di nascondere.
Non devo essere sempre forte.
Non devo avere sempre ragione.
Non devo dimostrare continuamente il mio valore.
Posso essere semplicemente me stessa.
VERSO LA SAGGEZZA?
Prima di una decisione importante ho imparato a chiedermi se la sto prendendo per me o per gli altri.
Questo non significa non sbagliare più: gli errori fanno parte della vita a qualsiasi età.
Significa, piuttosto, imparare dai propri errori e smettere di vivere soltanto per soddisfare le aspettative degli altri.
Sempre più spesso mi chiedo: ne vale davvero la pena? Per chi? Lo sto facendo per rendere felice me stessa o qualcun altro?
Sono sempre stata generosa e qualcuno se ne è anche approfittato.
Il mio impegno può essere leggero soltanto se dall’altra parte trovo riconoscenza e affetto.
In caso contrario, dirotto le mie forze altrove.
La maturità mi ha insegnato soprattutto questo: capire dove vale la pena investire le proprie energie.
PIÙ FORTE
Dopo i 50 anni mi sento più forte.
Non perché la vita sia diventata più semplice, anzi, ma so di avere oramai acquisito gli strumenti per affrontare le prossime prove.
La mia forza interiore è dopotutto frutto di 62 anni di vita intensa: delusioni, incontri, soddisfazioni, amori, battaglie, perdite, errori, decisioni difficili, svolte importanti…
A 30 anni pensavo che essere forti significasse non cadere mai.
Oggi so che la vera forza consiste nel riuscire a rialzarsi ogni volta che si cade.
Le donne forti dopo i 50 anni non sono difatti donne che non hanno paura: sono donne che, nonostante la paura, continuano ad andare avanti.
Per molto tempo la mia forza stava nella caparbietà, oggi vi si aggiunge la maturità.
PIÙ AUTENTICA
Cambiare dopo i 50 anni non significa diventare una persona completamente diversa.
A volte basta smussare gli angoli più acuti… se ce n’è bisogno, ovviamente.
Fondamentale è stato in questi anni lavorare sulle debolezze che mi affaticavano: dovere piacere per forza a tutti e temerne i giudizi, non controllare l’impulsività, mantenere rapporti senza futuro, alimentare il senso di colpa a ritroso, l’ansietà verso alcuni cambiamenti, pensare troppo, prevenire i problemi…
Non voglio essere perfetta, solo più autentica.

UNA NUOVA FASE, FINALMENTE
Il carattere dopo i 60 anni raggiunge l’apice del suo equilibrio con la maturità, in genere…
Maturità che finalmente ci aiuta a distinguere ciò che conta davvero da ciò che non merita più la nostra attenzione.
Un processo di crescita personale che non finisce certo qui ora, anzi: noi donne continuiamo ad adattarci, ad assorbire nuovi stimoli, a coltivare nuovi sogni, con maggiore consapevolezza e serenità.
Dopo i 50, i 60 e oltre.
Senza alcuna data di scadenza.
Possiamo scegliere relazioni più sane, proteggerci dalle persone false e irrispettose, costruire una vita più vicina a ciò che vogliamo veramente essere oggi, qui, ora.
Dopo i 50 anni non abbiamo meno possibilità: abbiamo semplicemente accumulato esperienze di cui fare tesoro e, forse, abbiamo imparato a scegliere meglio.
E forse è proprio questa la forma più autentica di libertà.
Se questo significa invecchiare, allora non mi dispiace affatto.
E voi? Fatemi sapere cosa ne pensate attraverso le pagine Instagram e Facebook di 50enni.blog.
A presto!
la Cri
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