QUANTO LA NOSTRA CASA PUÒ RACCONTARE DELLA NOSTRA PERSONALITÀ?
Tre architetti e interior designers milanesi raccontano come nasce una casa capace di somigliarci… e di cambiare assieme a noi.
La casa non è soltanto uno spazio da progettare: è il luogo in cui abitudini, gusti, ricordi e aspirazioni prendono forma.
Ma quanto riesce davvero a rappresentarci? E soprattutto: come fa un interior designer a tradurre la personalità di un cliente in materiali, colori, arredi e distribuzione degli spazi?
Ne parliamo con tre professioniste milanesi, tre donne, tre stili diversi: Nicoletta Gatti, Clara Bona, Sabina Maffei Plozner.

Progetto Clara Bona – Studio98
1. La casa può essere rifugio, spazio funzionale e specchio di chi siamo. Come conciliare queste esigenze?

Progetto Nicoletta Gatti – ph. Enza Tamborra
2. Come vi orientate nella “lettura” del cliente?
NG: L’ascolto del cliente è fondamentale! Ponendo l’accento sul recupero degli arredi che vuole portare avanti nella nuova casa, il progetto prende forma partendo proprio da lì. Quali colori ama e quali no? Quale stile e’ più nelle sue corde? Insomma, un vero e proprio interrogatorio sotto forma di chiacchierata.

Sabina Maffei Plozner – ph. G. Grassi – Styling E. Viganò – C. Dal Ben
3. Se il cliente non ha le idee chiare, come lo aiutate a trovare il suo stile?
NG: Se il cliente fosse pigro o poco chiaro nel descrivere il proprio gusto, sarebbe opportuno sottoporgli immagini rappresentative di diversi stili per poter leggere al meglio chi ho davanti. La mia tendenza è quella di creare un equilibrio tra ieri e oggi, tra memoria e contemporaneità, risvegliando emozioni.
CB: Il cliente si deve fidare, se non ha le idee chiare si deve affidare a me. Non deve ascoltare quello che dicono amici e parenti e chiunque altro: purtroppo è un vizio ricorrente nel campo dell’interior e dell’arredo, dove ognuno si sente di poter dire la sua. Ma non è così. Le mie proposte sono maturate con oltre 35 anni di esperienza sul campo, ho fatto più di 500 case e non accetto consigli dagli “esperti” che ne hanno fatto una.
SMP: Lavoro per emozioni prima che per stili. Con il test RAH capiamo quali colori lo fanno stare bene, quali atmosfere sente sue, quali materiali scegliere. Dalla sua palette personale lo stile emerge da sé, senza etichette imposte: io lo aiuto a tradurlo in progetto.

Progetto Clara Bona – Studio98
4. Dove finisce lo stile dell’interior designer e dove comincia quello del cliente?
NG: A mio parere lo stile del designer e del cliente devono fondersi. Credo che la bravura di un interior stia proprio nella capacità di entrare in sintonia totale con il cliente, per raggiungere un risultato avvolgente e appagante per entrambi. La sintonia, non sempre facile, è una chiave fondamentalmente per la riuscita del progetto.
CB: La casa inizia a vivere e si anima con tutto quello che entra dopo che il cantiere è consegnato: vestiti, quadri, libri, oggetti personali… La base è fatta da me, il resto è bello se viene aggiunto e stratificato con la personalità di chi abita nella casa. Detesto le classiche case “da architetto”, perfette, ma senza personalità.
SMP: Il mio stile è soprattutto nel metodo. Certo, ho le mie passioni, l’eclettismo e il colore più che uno stile definito, ma la casa deve somigliare a chi la vive, non a me. Se entrando si riconosce la mia mano più della personalità del cliente, ho sbagliato qualcosa.

Progetto Nicoletta Gatti Design
5. Con gli anni si cambia, la casa evolve con noi?

Sabina Maffei Plozner – ph. G. Grassi – Styling E. Viganò – C. Dal Ben
6. Colori, luci, arredi, tessili, arte: da dove partire per adattare la nostra casa al nostro nuovo mood senza stravolgimenti?
NG: Da dove partire? Sempre da quello che si vuole mantenere, un punto fermo da dove partire per costruirgli attorno il nuovo mood. Poi i colori e la scelta dei tessuti, lavorando con la materia che amo molto e che, essendo la mia passione, anima ogni mia scelta. È infatti il tessuto, mia grande passione, a caratterizzare ogni mio arredamento, prendendo spesso il ruolo di protagonista. Le luci in tutti i progetti assumono un ruolo molto importante e quindi saranno loro a comandare le prime decisioni e scelte.
CB: Tutti questi elementi sono proprio quelli che aggiungono stile e personalità alla casa: il tessile e i colori sono la soluzione perfetta per cambiare e attualizzare le nostre case, senza stravolgerle nell’essenza.
SMP: Dal colore, senza dubbio. Una carta da parati, un soffitto colorato, una porta dipinta, una poltrona ritappezzata possono cambiare l’atmosfera di una stanza. Poi la luce: non finirò mai di tessere le lodi di un’illuminazione d’atmosfera, non solo funzionale. Per i tessili ho un debole: sono il modo più semplice per rinnovare la casa con le stagioni e con l’umore. Arte e artigianato sono la ciliegina sulla torta: un oggetto ereditato, scovato in un mercatino o portato da un viaggio può essere IL dettaglio che parla di noi.

Progetto Nicoletta Gatti Design – ph. Marcus Tondo
7. Vi viene richiesto mai l’inserimento di pezzi iconici o di assecondare le tendenze del momento?
NG: Capita spesso di dover inserire pezzi iconici in un progetto. A volte sono arredi che il cliente aveva in case precedenti e quindi da recuperare ed è lì che la mia creatività si accende. Da qui e’ partito il mio progetto Renaissance Rehab, che ho lanciato diversi anni fa: un progetto di economia circolare, un’idea semplice di regalare agli oggetti una seconda vita. Oggetti che sono stati capaci di recepire il passato e che ora si raccontano in veste nuova. Ho iniziato legando il concetto di lusso a quello del recupero e della circolarità. Unisco sempre la dimensione emotiva delle storie personali alla funzione e all’estetica degli oggetti. Nei miei progetti creo un delicato equilibrio tra ieri e oggi, tra memoria e contemporaneità .
CB: Succede, e non è un limite: io amo i pezzi iconici, ma quelli VERI, che non passano mai di moda perché hanno fatto storia. Non sono una tendenza, sono un classico.
SMP: Capita, e non sono contraria all’icona, se è amata davvero e non comprata per status. Un oggetto del desiderio può diventare il punto focale di una stanza, ed è bene tenerne conto fin dall’inizio, anche nella definizione del budget. Quanto alle tendenze, le uso come spunto, mai come regola: preferisco un pezzo vintage o artigianale con una storia a un oggetto che fra due anni sembrerà già datato.

Sabina Maffei Plozner – ph. G. Grassi – Styling E. Viganò – C. Dal Ben
8. Per finire, un gioco: entriamo oggi a casa vostra. Quale dettaglio ci farebbe capire subito qualcosa di voi?
NG: Entrare a casa mia e capire chi sono è cosa facile: tendaggi importanti, i colori, oggetti ovunque… una wunderkammer di ieri e di oggi. Oggetti del mio passato, dei nonni, recuperi di sedute oggi trasformate da me in “Sedute Esaurite”. Mischio con una certa leggerezza oggetti che amo e che per me hanno un significato, un’anima, che la mia casa mi dicono rispecchi!
CB: La mia cabina armadio, alla quale ho dedicato la stanza più bella e più grande di tutta la casa.
SMP: Il fatto che oggi e tra un mese non troverete la stessa casa! Sposto i mobili, cambio i tessili, ridipingo pareti … casa mia è sempre in evoluzione. I punti fermi? Poltrone in ogni angolo, un mix di vintage e contemporaneo, tessuti e oggetti portati a casa dai viaggi e poi spazio per le mie piante e i miei animali. È una casa aperta e vissuta, dove i dettagli cambiano spesso, ma l’anima resta quella.

Clara Bona
LA MIA CASA
La mia prima casa è stata arredata d’impulso, affidandomi totalmente ai gusti dell’arredatore e assecondando la tendenza di quegli anni, tra bianco blu e nero.
Oggi non mi rappresenterebbe più.
La seconda casa voleva essere agli opposti, tra tappezzerie inglesi e tanto legno.
Oggi non mi rappresenterebbe più.
La casa in cui vivo oramai da più di 20 anni rispecchia finalmente in toto la mia versione più matura, con scelte ponderate ed equilibrate, che rispecchiano i miei gusti, assecondando la mia esigenza di spazi funzionali ed accoglienti.
Ogni tanto sposto mobili, aggiungo e tolgo oggetti, saltuariamente cambio i tessuti, probabilmente presto cambierò colore alle pareti, ma l’essenza non cambia.

Chi entra qui capisce sin da subito che è casa mia, mobili d’epoca e boiseries che giocano con pezzi di design e arredi minimal, quadri astratti si alternano ai paesaggi del mio bisnonno, foto libri e fiori, ricordi di viaggio e pezzi da brocantage, blu e azzurro ovunque.
Tende leggere per fare entrare in casa tanta luce ed affacciarsi sui bellissimi cedri del Libano.

Unici cambiamenti divenuti necessari? La camera ed il bagno delle mie “bimbe”, oramai giovani donne.
Anche la parete dietro al letto è diventata, da quando sono sola, più femminile.

In cucina ho finalmente inserito un tavolo tondo, meno ingombrante e più conviviale.
Perché sì, sono convinta che una casa evolva assieme a noi, adattandosi a nuove esigenze, arricchendosi con il tempo di oggetti che sappiano raccontarci, accogliendoci con calore, sempre.
Per farvi sorridere, a costo di passare per eccentrica: quando mi trasferisco nelle case vacanza porto sempre con me biancheria e oggettistica, per costruirmi un nido, anche se per poco, per sentirmi sempre comunque a casa.

ULTIMO CONSIGLIO
Una casa che ci assomigli nasce anche dall’incontro con il professionista giusto: qualcuno capace di ascoltare le nostre abitudini, comprendere le nostre esigenze e tradurle in scelte concrete.
Non basta innamorarsi del suo stile, ci deve essere dietro una massima professionalità.
Prima di affidargli una ristrutturazione, vale la pena confrontare più proposte, osservare i lavori già realizzati e chiedere referenze, chiarendo fin dall’inizio budget, tempi e servizi inclusi nell’incarico.
Informiamoci sui suoi collaboratori e sull’impresa a cui si affida.
Nel primo colloquio, prestiamo attenzione anche alle domande che ci vengono rivolte: chi progetterà i nostri spazi dovrebbe voler capire come li viviamo.
È da questo dialogo, fatto di competenza e fiducia, che può prendere forma una casa in cui riconoscerci ogni giorno.

Nicoletta Gatti – Nicoletta Gatti lavora da oltre venticinque anni nel mondo del tessile d’arredamento. Dopo la formazione nel settore moda all’Istituto Marangoni e lunghi periodi di studio tra Los Angeles e Parigi entra in Rubelli nel 2001, storica azienda tessile veneziana del lusso, dove rimane per ventitré anni, maturando una profonda conoscenza del tessuto, del colore e della materia.
Negli anni sviluppa una particolare attenzione al recupero e alla possibilità di dare nuovo valore a ciò che già esiste. Nascono così Renaissance-Rehab, progetto di economia circolare dedicato alla rinascita di arredi e tessuti fuori catalogo, e Second Life, presentato durante la Milano Design Week 2024 con “10 alberi per 10 totem d’autore”.
Oggi si dedica principalmente all’interior design (Nicoletta Gatti Design), creando spazi in cui materia, colore, luce e memoria dialogano con il contemporaneo. Un approccio fatto di sensibilità e stratificazioni, dove anche ciò che appartiene al passato può diventare l’inizio di una nuova storia. Presente su Instagram.

Nicoletta Gatti
Clara Bona – Nata a Milano, dove vive e lavoro da sempre come architetto e giornalista. Qui ha aperto Studio98, uno studio di architettura al femminile che da più di trentacinque anni si occupa di ristrutturazioni di appartamenti, interior design e restyling. Clara cerca sempre di fare case una diversa dall’altra, per rispettare il luogo, il contesto in cui si trovano e la personalità di chi le abita. Scrive di arredamento e design, sue grandi passioni, su giornali e rubriche on line.
Ha una pagina Instagram in cui pubblica una selezione di quello che le piace. Ama trovare il lato bello in ogni cosa, sempre. Nelle case, nei viaggi, nelle persone.

Clara Bona – ph. Monica Spezia
Sabina Maffei Plozner è interior designer e consulente colore RAH. Eclettica per natura, ha raccolto esperienze, culture e influenze diverse, che confluiscono in uno stile che non è mai uno solo. Il colore è il suo linguaggio, l’ascolto il suo metodo: si occupa di interior residenziale e di progetti di restyling per case che hanno voglia di cambiare abito, senza perdere l’anima di chi le abita.
Vive a Milano, offre consulenze in tutta Italia e all’estero, su Instagram racconta di case, viaggi e consigli di interior.

Sabina Maffei Plozner
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