LA MIA SELEZIONE DALLE SFILATE PE 2027, PER UNA MODA OVER50 SENZA TEMPO, NATURALMENTE MADE IN ITALY
Come sapete la moda viaggia con largo anticipo, ma mai come quest’anno la primavera del prossimo anno sembra più vicina, viste le temperature.
A Milano sono tornati centrali tailoring, gonne al ginocchio, silhouettes più costruite ma portabili, dettagli artigianali e una forma di eleganza disinvolta che Vogue Italia riconduce alla sprezzatura italiana (l’arte di fare cose difficili con una naturale e distaccata disinvoltura, ben celando la fatica e lo studio dietro al risultato. ndr).
Anche le scelte cromatiche possono abbracciare i gusti di molte di noi, le silhouettes sono morbide, i tagli sartoriali meno spigolosi, overlayering interessanti, tanta lingerie discreta, tanta pelle.
PERCHÈ PARLARVI DI SFILATE
Ogni stagione, quando si spengono le luci sulle passerelle e termina quella girandola di sfilate, presentazioni, immagini e suggestioni che accompagna le Fashion Weeks, arriva per me il momento più interessante: osservare tutto di nuovo, con calma, e separare ciò che nasce per stupire da ciò che può davvero ispirarci.
Perché tra quello che sfila in passerella e quello che indosseremo c’è, fortunatamente, un meraviglioso spazio di interpretazione. Ed è proprio lì che si inserisce la mia selezione dedicata alla moda over50.
Non mi interessa inseguire i trend a tutti i costi, né tantomeno suggerirvi di rinnovare il guardaroba ogni sei mesi.
Al contrario, credo sempre di più in una moda capace di accompagnarci nel tempo: fatta di capi ben costruiti, tessuti piacevoli sulla pelle, proporzioni che valorizzino il corpo e dettagli capaci di rendere speciale anche l’outfit apparentemente più semplice.
Una moda senza tempo, insomma, ma mai noiosa.
Forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti emersi dalle collezioni Primavera Estate 2027: dopo stagioni dominate da provocazioni, loghi urlati, streetwear esasperato e silhouettes spesso difficili da trasferire nella vita quotidiana, ritrovo sulle passerelle molti elementi che appartengono da sempre al mio modo di intendere lo stile.
LA SARTORIALITÀ
Innanzitutto la sartorialità, valore aggiunto del Made in Italy.
Giacche, pantaloni, gonne, completi e camicie tornano ad avere un ruolo importante, ma perdono quella rigidità che un tempo associavamo al guardaroba formale. Il tailoring contemporaneo diventa più morbido, rilassato, femminile. Segue il corpo invece di costringerlo, gioca con proporzioni e sovrapposizioni e soprattutto ci permette di costruire tanti outfit diversi partendo da pochi pezzi scelti bene.
Date un’occhiata alle giacche destrutturate, sfoderate e a vestaglia nella Gallery qui sotto.
È quel concetto di comfy chic che amo particolarmente: essere eleganti senza sembrare troppo costruite e, soprattutto, senza rinunciare alla comodità (i pantaloni fluidi arricciati alla caviglia, ad esempio).
Perché superati i cinquant’anni conosciamo molto meglio noi stesse. Abbiamo imparato – o almeno dovremmo averlo fatto – che non esiste tendenza abbastanza importante da giustificare un vestito nel quale non ci sentiamo a nostro agio.
Il vero lusso, oggi, è il libero arbitrio, anche nello stile.

Miu Miu
QUIET LUXURY
Ed ecco un’altra parola che ricorre ormai da qualche stagione: quiet luxury. Un lusso silenzioso, che non ha bisogno di dichiararsi attraverso un logo, perché si riconosce nella qualità di un tessuto, nella caduta perfetta di un pantalone, nella costruzione di una giacca, in una cucitura impeccabile, in un bottone particolare o in un accessorio scelto con attenzione.
Sono proprio questi dettagli a interessarmi quando osservo le collezioni dei grandi marchi.
Non necessariamente per riprodurne fedelmente i look – e tantomeno per acquistare tutto ciò che vediamo sfilare – ma per rubare qualche idea.
Date un’occhiata nella Gallery qui sotto: gonne pareo e a portafogli, abiti sottoveste sotto al trench, i trench in chiffon o in lino, i completi total white e le sahariane, entrambi infinitamente chic, le gonne a cui Prada ha dedicato l’intera sfilata, la pelle di Tod’s e Ferragamo.
Le ispirazioni dal lusso possono insegnarci moltissimo: un accostamento cromatico inaspettato, un nuovo modo di indossare una camicia, una cintura che cambia completamente la silhouette, una gonna abbinata a un capo maschile, un gioiello importante su un outfit essenziale.

Prada
LE SFILATE ATTRAVERSO I NOSTRI OCCHI
Provate ad osservare le mie selezioni dalle sfilate (qui sotto) non come un catalogo per gli acquisti, ma come un enorme archivio di idee.
Interessante soprattutto capire come possiamo reinterpretarle, pescando dal nostro guardaroba.
Una bella giacca acquistata anni fa può improvvisamente sembrare nuova cambiando semplicemente le proporzioni dell’outfit; una camicia maschile può acquistare femminilità se abbinata alla gonna giusta; un abito leggero può vivere più stagioni grazie al layering, altra parola chiave del guardaroba contemporaneo.
Sovrapporre significa infatti moltiplicare le possibilità.
Significa anche imparare a gestire con intelligenza quelle mezze stagioni che ormai durano quasi tutto l’anno: cardigan sottili, blazer destrutturati, gilet, camicie, trench e piccoli capispalla diventano strumenti per costruire il look, anziché semplici necessità climatiche.
Ma soprattutto significa personalizzare.
Perché la moda over50, almeno per come la intendiamo qui, non dovrebbe mai essere una lista di divieti. Non credo nel “questo alla nostra età non si mette più”. Credo invece nelle proporzioni, nella conoscenza della propria fisicità, nell’equilibrio e nella capacità di scegliere.
Possiamo prendere una tendenza giovanissima e indossarla a modo nostro. Possiamo innamorarci di un dettaglio visto su una modella di vent’anni e trasformarlo in qualcosa che ci rappresenti.
Possiamo altresì decidere di ignorare completamente una tendenza perché, semplicemente, non ci piace.
Anche questa è libertà che mi piace!
LA NOSTRA ETÀ GIOCA A NOSTRO FAVORE
E l’età, da questo punto di vista, può diventare un vantaggio: abbiamo alle spalle abbastanza moda da riconoscere ciò che è davvero nuovo e ciò che, con qualche piccola variazione, abbiamo già indossato venti o trent’anni fa.
Per la Primavera Estate 2027 ho quindi cercato soprattutto idee capaci di durare: sartorialità, fluidità, sovrapposizioni, bei materiali, attenzione al dettaglio, colori da reinterpretare in nuove combinazioni e quella particolare eleganza italiana apparentemente semplice, ma in realtà costruita attraverso equilibrio, qualità e cultura del vestire.
Con un occhio speciale, come sempre, all’eccellenza del Made in Italy, al sapere artigianale e a quei marchi che continuano a ricordarci che un capo bello non è soltanto una forma: è materia, ricerca, mani, esperienza.
Adesso però basta parlare.
Ho guardato, riguardato, scelto e scartato centinaia di look.
Quelli che seguono sono quelli che, per un motivo o per l’altro, mi hanno fatto pensare a noi.
Solo Made in Italy.
- Luisa Beccaria
- Antonio Marras
- Antonio Marras
- Antonio Marras
- Fendi
- Fendi
- Fendi
- Missoni
- Missoni
- Etro
- Etro
- Etro
- Etro
- Brunello Cucinelli
- Brunello Cucinelli
- Brunello Cucinelli
- Brunello Cucinelli
- Brunello Cucinelli
- Brunello Cucinelli
- Brunello Cucinelli
- Brunello Cucinelli
- Durazzi Milano
- Durazzi Milano
- Durazzi Milano
- Durazzi Milano
- Max Mara
- Max Mara
- Max Mara
- Max Mara
- Max Mara
- Max Mara
- Genny
- Marni
- Francesco Murano
- Francesco Murano
- Anteprima
- Alberta Ferretti
- Alberta Ferretti
- Alberta Ferretti
- Alberta Ferretti
- Emporio Armani
- Emporio Armani
- Emporio Armani
- Emporio Armani
- Brioni
- Brioni
- Brioni
- La Double J
- La Double J
- La Double J
- La Double J
- La Double J
- La Double J
- Tod’s
- Tod’s
- Tod’s
- Tod’s
- Tod’s
- Tod’s
- Ferragamo
- Ferragamo
- Ferragamo
- Ferragamo
- Ferragamo
- Ferragamo
- Ferragamo
- Luisa Spagnoli
- Luisa Spagnoli
- Luisa Spagnoli
- Luisa Spagnoli
- Luisa Spagnoli
- Loro Piana
- Loro Piana
- Loro Piana
- Loro Piana
- Loro Piana
- Loro Piana
- Loro Piana
- Ermanno Scervino
- Ermanno Scervino
- Ermanno Scervino
- Bottega Veneta
- Bottega Veneta
- Bottega Veneta
- Bottega Veneta
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Giorgio Armani
- Dusan
- Dusan
- Sportmax
- Sportmax
- Sportmax
- Sportmax
- Sportmax
- Soirtmax
- Sportmax
- Prada
- Prada
- Prada
- Prada
- Prada
- Prada
- For Restless Sleepers
- For Restless Sleepers
- For Restless Sleepers
- For Restless Sleepers
- For Restless Sleepers
- For Restless Sleepers
- Antonio Grimaldi
- Antonio Grimaldi
- Miu Miu
ED ORA COSA NE PENSATE?
Arrivate alla fine di questa lunga carrellata, probabilmente avrete già individuato i vostri look preferiti.
E magari qualche proposta vi avrà fatto pensare: “Questo ce l’ho già!”. Se è così, direi che abbiamo raggiunto uno degli obiettivi.
Perché osservare le nuove collezioni non dovrebbe necessariamente provocare quella sensazione di dover ricominciare ogni stagione da capo. Anzi.
Più passano gli anni e più credo che il guardaroba migliore sia quello che lentamente si costruisce intorno a noi e alla nostra vita, diventando una specie di archivio personale fatto di capi acquistati bene, piccoli colpi di fulmine, errori – inevitabili anche quelli – e pezzi ai quali continuiamo a tornare.
La moda over50 dovrebbe partire proprio da qui: non dall’età anagrafica, ma dalla consapevolezza.
CONOSCERCI PER SCEGLIERE BENE
Sapere cosa ci valorizza. Riconoscere i colori che ci illuminano. Capire quali volumi funzionano sulla nostra fisicità e quali invece ci fanno sentire travestite, più che vestite.
Investire quando ne vale la pena e divertirsi con qualche acquisto più leggero quando abbiamo semplicemente voglia di novità.
Le passerelle Primavera Estate 2027, almeno attraverso il filtro con cui ho scelto di raccontarvele, ci consegnano parecchie idee interessanti.
Prima fra tutte, il ritorno a una certa sartorialità. Non quella severa e formale dell’abito da ufficio di qualche decennio fa, ma una sartorialità più fluida e contemporanea, nella quale giacche, pantaloni, gonne (gonne pantaloni, tante) e camicie dialogano con il corpo e possono essere continuamente scomposti e ricombinati.
Ed è esattamente questo il tipo di capo che vale la pena cercare.
SCELTE FURBE
Una bella giacca non appartiene a una stagione. Un pantalone dalla linea impeccabile nemmeno. Una camicia bianca, un trench, una gonna dalla proporzione giusta, un cardigan di qualità o un abito dalla linea essenziale possono attraversare gli anni cambiando semplicemente compagnia.
Qui torna in gioco il layering, che non significa soltanto “vestirsi a strati”. È un modo intelligente di moltiplicare il guardaroba: cambiare lunghezze, pesi e consistenze; lasciare intravedere una camicia sotto un maglione, aggiungere un gilet, appoggiare una giacca morbida su un abito, giocare con trasparenze e sovrapposizioni senza appesantire la figura.
Piccoli esercizi di stile che non richiedono necessariamente nuovi acquisti.
Anche il tanto citato quiet luxury, secondo me, ha senso soprattutto se lo liberiamo dall’idea del prezzo. Il lusso silenzioso non dovrebbe essere semplicemente un’altra tendenza commerciale destinata a essere sostituita dalla prossima. È piuttosto un modo di guardare ciò che indossiamo.
Qualità invece di quantità.
Una bella materia invece di un logo, una lavorazione accurata invece di un effetto speciale destinato a stancarci dopo pochi mesi.

Max Mara
ATTENZIONE AL DETTAGLIO
Ed è qui che l’attenzione al dettaglio diventa fondamentale. Spesso non è il capo più appariscente a costruire un bel look, ma quello apparentemente più semplice nel quale ogni elemento è al posto giusto. Una manica dalla forma particolare, una cintura, un bottone gioiello, una cucitura, la lunghezza esatta del pantalone, una scarpa interessante o un accessorio che rompe volutamente l’equilibrio.
Le grandi Maisons servono anche a questo: ad allenare il nostro sguardo.
Le ispirazioni dal lusso che raccolgo dalle passerelle non vogliono quindi essere un invito a spendere cifre importanti. Sono piuttosto un suggerimento a osservare: perché dietro a un look riuscito esiste quasi sempre un’idea che possiamo tradurre nel nostro linguaggio e, molto spesso, anche nel nostro budget.
IL MADE IN ITALY
Poi naturalmente c’è il Made in Italy con tutti i brand medio/piccoli che per tanti anni ho selezionato per voi sui social (Instagram) e al quale continuo a guardare con particolare attenzione.
Considerando anche che la maggior parte dei brand del lusso producono in Italia, pelletteria in primis, e in un mondo nel quale possiamo comprare qualunque cosa, ovunque e in pochi secondi, conoscere ciò che sta dietro a un capo acquista ancora più valore.
La competenza sartoriale, la ricerca sui materiali, le lavorazioni artigianali e quella cultura della proporzione e del dettaglio che ha reso celebre la moda italiana nel mondo rappresentano un patrimonio da difendere, ma soprattutto da scegliere consapevolmente.
Comprare meno e comprare meglio non è soltanto uno slogan: per noi over50 può diventare una strategia di stile.
Abbiamo probabilmente meno bisogno di riempire l’armadio e molta più voglia di aprirlo trovando cose che funzionano davvero insieme. Capi che ci permettano di vestirci velocemente la mattina e sentirci comunque curate. Che possano accompagnarci dal lavoro a un pranzo, da un viaggio a una serata, cambiando magari soltanto scarpe, borsa e accessori.

Fendi
LO STILE CHE FA PER NOI
Comode sì, trascurate mai.
Eleganti sì, ma senza quell’effetto “signora” che rischia di aggiungere anni invece di raccontare chi siamo oggi.
E soprattutto libere di giocare.
Perché se c’è qualcosa che vorrei emergesse da questa selezione Primavera Estate 2027 è proprio questo: non esiste un’uniforme per le donne che hanno superato i cinquant’anni.
Esiste il nostro stile.
Può essere minimale oppure colorato, maschile oppure romantico, sofisticato, bohémien, sportivo, classico o un miscuglio di tutte queste cose. Può cambiare da un giorno all’altro, perché cambiamo anche noi.
La vera eleganza senza tempo non consiste nel vestirsi sempre allo stesso modo, ma nel riuscire a riconoscersi anche quando decidiamo di sperimentare qualcosa di nuovo.
Prendiamo dunque dalle sfilate quello che ci serve e lasciamo serenamente in passerella il resto.
Una proporzione, un colore, un accessorio, un modo diverso di annodare una cintura o di sovrapporre due capi possono essere sufficienti per dare nuova vita a ciò che possediamo già.
È questo, in fondo, il bello della moda: poter cambiare senza necessariamente diventare qualcun’altra.
E se a vent’anni forse ci vestivamo per capire chi volevamo essere, dopo i cinquanta possiamo finalmente concederci il lusso più prezioso di tutti: vestirci sapendo chi siamo.
Con qualche splendida eccezione, naturalmente.
Perché cambiare idea davanti a un paio di scarpe resta un diritto acquisito a qualsiasi età.
Cosa ne pensate? Fammelo sapere attraverso i miei social Instagram e Facebook.
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